ANDAR PER PIEVI, LUNGO LE STRADE DEI MUSEI DEL CIBO: Badia Cavana e Badia di Torrechiara

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L’abbazia di San Basilide, nota anche come badia Cavana, è una fondazione vallombrosana romanica. Si trova a San Michele Cavana, frazione di Lesignano de’ Bagni, sulla sponda destra del torrente Parma. Sorge su un’antica strada che da Parma raggiunge la Toscana, attraverso il passo del Lagastrello, e serviva da luogo di sosta per viaggiatori e pellegrini.

L’abbazia si sviluppa attorno a un chiostro quadrato e l’ala settentrionale è occupata dalla chiesa dei santi Pietro e Paolo. Vi si accede dalla strada comunale attraverso la scalinata e il sagrato, affiancato dall’ex canonica. Stando alla tradizione, venne fondata agli inizi del XII secolo da San Bernardo degli Uberti (1060-1133), abate di Vallombrosa, cardinale e legato apostolico di papa Pasquale II, la cui nomina a vescovo di Parma nel 1106 segnò il passaggio della città dal sostegno all’Impero alla fedeltà al Papato.

Il portico a due arcate è quello che rimane dell’originario impianto (databile all’inizio XII secolo) ed è il “modello” architettonico per la navata centrale della Cattedrale di Parma. Vi si possono osservare notevoli capitelli romanici in pietra arenaria, scolpiti dalle stesse maestranze del duomo di Parma: rappresentano motivi vegetali (vite, vimini…), alternati ad animali fantastici del bestiario medievale. Nei capitelli ai lati del portale d’ingresso, sono scolpiti i simboli dei quattro Evangelisti: il leone alato di san Marco, l’uomo alato di san Matteo, il bue alato di san Luca e l’aquila di san Giovanni.

L’interno è costituito da una spoglia navata, coperta da un tetto a capriate lignee. Sul lato sinistro, accanto all’ingresso, si trova il fonte battesimale; sul fondo si apre nella parete l’ampia nicchia ad arco a tutto sesto dell’ambone. Davanti all’altare maggiore è collocata la scala in pietra a due rampe che conduce alla cripta: il piccolo ambiente, coperto da una volta a botte lunettata, è decorato con stucchi barocchi del XVIII secolo che raffigurano putti, stemmi e volute. Qui si trovano le reliquie di san Basilide – militare romano venerato come santo dalla Chiesa cattolica – titolare originario della chiesa.

Nei pressi della chiesa si trova il celebre e gigantesco Fico di Badia Cavana, pianta ultracentenaria censita tra gli alberi monumentali della regione, posto al limitare della riserva MAB riconosciuta dall’Unesco.

La badia di Santa Maria della Neve – conosciuta come badia di Torrechiara – è una fondazione benedettina rinascimentale. La struttura è completata da una chiesa tardo-romanica. Si trova a Torrechiara, frazione di Langhirano, sulla sponda sinistra del torrente Parma.

L’abbazia – fin dalle origini provvista di una chiesa con campanile, di un chiostro con dormitorio e refettorio, di un giardino con orto e di un piccolo cimitero –  è edificata sul luogo di un preesistente oratorio romanico a partire dal 1471, per volere di Pier Maria Rossi il Magnifico (1413-1482), conte di San Secondo e signore di Torrechiara, per il figlio Ugolino, allora abate di San Giovanni Evangelista di Parma (il quale, però, non risulta sia mai stato insignito di tale titolo).

All’inizio del 1473 la costruzione è già a buon punto e Pier Maria chiede l’approvazione ecclesiastica a papa Sisto IV, il quale il 12 aprile la autorizza con una bolla diretta all’arciprete del duomo di Parma, Ilario Anselmi; quest’ultimo il 15 giugno celebra l’erezione canonica dell’abbazia.

Per volontà del capitolo generale dell’ordine cassinese, nel 1491 l’abbazia è unita a quella di Parma e ne diventa dipendenza. Tra la fine del XVII secolo e la metà del XVIII viene costruito il piccolo Belvedere esposto sul lato del torrente Parma.

La chiesa tardo-romanica si sviluppa su una pianta a navata unica affiancata da due cappelle e dalla sagrestia a sud, con ingresso a ovest e presbiterio a est. La facciata a capanna è caratterizzata dall’asimmetricità della decorazione. Il portale d’accesso è affiancato da una cornice ad arco a tutto sesto ed è sormontato da un rosone.

Affreschi analoghi a quelli della navata, decorano il presbiterio sul soffitto e sulle volte. I dipinti parietali, comprendenti due medaglioni con le immagini di San Benedetto e Santa Scolastica, sono in parte coperti dal coro ligneo, dove gli stalli intarsiati sono ornati con scritte in varie lingue e vedute delle abbazie di Parma e di Torrechiara. Sul fondo due alte monofore ad arco a tutto sesto delimitano l’ancona centrale seicentesca in cui spicca la pala raffigurante la Madonna della Neve, dipinta dal pittore Luigi Tessoni (1929-1988) nel 1984.

Il chiostro, rinascimentale, si sviluppa su una pianta quadrata ed è circondato da quadriportico. Al centro, un fonte battesimale in arenaria, medievale. Sul lato nord è ben visibile una meridiana, su cui campeggia la scritta latina Tempus breve est.

Il piccolo Belvedere settecentesco, sul lato orientale dell’abbazia, è barocco nei suoi tratti scenografici, ma nelle linee è già neoclassico e si sviluppa su una pianta quadrata. La copertura interna è decorata con affreschi di due finte finestre con paesaggi, di una balaustra con una dama affacciata e di un’altra balaustra con figure e putti, realizzati da ignoto pittore settecentesco (pare Pietro Rubini) restaurati col contributo della Fondazione Cariparma nel 2005).

Dagli anni Settanta è presente un laboratorio apistico e i monaci producono creme e tisane per una linea di bellezza e salute: antiche ricette rielaborate fino ai nostri giorni.